lunedì 5 febbraio 2018

ROBINSON Hamburger & Revolution di Jerry Rubin

L’autore di questo manifesto è stato uno dei leader della contestazione americana, creatore degli yippie, gli hippie politicizzati.
Rubin diventò famoso anche per lo slogan che ha segnato l’epoca: “ Non fidarti mai di nessuno che abbia più di 35 anni”
Sono un figlio d’Amerika.
Se mai mi manderanno nel braccio della morte per i miei “crimini” rivoluzionari, come ultimo pasto ordinerò: hamburger, patate fritte e coca cola.
Mi piacciono le grandi città.
Mi piace leggere la pagina sportiva e le rubriche di pettegolezzi, sentire la radio e guardare la tv a colori. Mi piacciono i grandi magazzini, i supermercati sterminati e gli aeroporti. Mi sento tranquillo (anche se non ho fame) quando vedo gli Howard Johnson’s sull’autostrada.
Mi fanno impazzire i film di Hollywood: anche quelli brutti.
Parlo solo una lingua: l’inglese.
Adoro il rock’n’roll.
Da ragazzino facevo collezione di figurine dei campioni di baseball e volevo giocare in seconda base nella squadra di casa, i Cincinnati Reds.
Ho avuto l’automobile a sedici anni, dopo esser stato respinto al primo esame di guida e aver pianto una settimana aspettando di darlo per la seconda volta.
Ho frequentato una di quelle scuole superiori in cui devi passare un esame solo per essere ammesso.
Mi sono diplomato: ero tra gli ultimi della classe.
I miei compagni mi elessero “il più impegnato” della scuola.
Portavo i capelli corti, corti, corti. Stavo per il Giovane Holden.
Non avevo foruncoli.
Diventai uno straordinario cronista giovane del
Post and Time- Star di Cincinnati. “Figlio mio”, diceva il direttore “un giorno o l’altro diventerai un cronista fantastico, forse il più grande che ci sia mai stato in questa città”.
Amavo Adlai Stevenson.
Mio padre guidava un furgone, consegnava il pane a domicilio; poi diventò uno degli organizzatori del suo sindacato.
Stava per Kimmy Hoffa (anch’io). Morì d’infarto a cinquantadue anni.
Mia madre era diplomata e suonava il pianoforte.
Morì di cancro a cinquantun anni.
Ho badato io a mio fratello Gil, da quando avevo tredici anni in poi.
Sono riuscito a evitare il servizio militare.
Per un anno ho frequentato l’Oberlin College, mi sono laureato all’università di Cincinnati, ho passato un anno e mezzo in Israele e mi sono iscritto a Berkeley.
L’ho piantata.
L’ho piantata con la Razza Bianca e con la Nazione Amerikana.
Mi piace essere libero.
Mi piace drogarmi.
Non possiedo un abito completo né una cravatta.
Vivo per la rivoluzione.
Sono un yippie!
Sono un orfano d’Amerika

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